IL CASO JOSETTE – LES CHÈVRES! di Fred Cavayé, 2024
con Dany Boon, Jérôme Commandeur, Claire Chust, Alexandre Desrousseaux, Grégory Gadebois. Commedia – Francia Belgio 2024

Questo film ci narra la storia di un avvocato dalla fama tutt’altro che brillante, che si ritrova a dover difendere, in un piccolo borgo rurale lungo un fiume ai confini con la Savoia, a seguito di un equivoco, un’insolita cliente: Josette, una capra di undici anni accusata dell’omicidio di un maresciallo di Francia.
All’inizio è incredulo e perplesso, ma poi l’avvocato decide di accettare il caso, pensando che possa essere l’occasione per riscattare la sua carriera disseminata di insuccessi.
Si svolge a metà del 1600, in un’epoca in cui anche gli animali potevano essere processati e condannati,

Alla sua uscita in Italia, ENPA sostenne il film, consigliando di andarlo a vedere.
La presidente nazionale dell’Ente Nazionale Protezione Animali, Claudia Rocchi dichiarò:
“Finalmente una pellicola che fa riflettere sui diritti degli animali e sulla convivenza con l’uomo con ironia e umorismo. “Il Caso Josette” è una commedia divertente e commovente che affronta con leggerezza temi importanti come la giustizia, i pregiudizi e la diversità.
Il film è un inno alla tolleranza e alla difesa dei più deboli, indipendentemente dalla loro specie”.
E continua:
“Non è solo una capra! E’ la mia migliore amica, è mia sorella, è la mia confidente. Queste parole pronunciate nell’aula di tribunale dalla protagonista femminile sono assolutamente contemporanee e raccontano una realtà, quella del rapporto con gli animali che vivono con noi, che ormai è ben radicata nella maggioranza degli italiani e che noi come Enpa portiamo avanti ogni giorno con il lavoro dei nostri volontari: gli animali sono essere senzienti e i loro diritti contano.
Davvero una commedia deliziosa che vi farà ridere e riflettere, lasciandovi un sorriso sulle labbra e un messaggio di speranza nel cuore.”
La pellicola è una commedia gradevole, con un tono a volte grottesco , con una satira più o meno graffiante del passato, proiettata nel presente: millantatori/incantatori che falsano la realtà, lotte intestine e pregiudizi per cui si alzano muri, in questo caso corde, a dividere francesi e savoiardi.

L’avvocato è interpretato dall’attore Dany Boon che a me piace molto e riesce sempre a divertire. La sua è una filmografia sterminata e in Francia è amatissimo.
La forza di questa commedia grottesca però non dipende dal suo molto bravo protagonista, ma nel soggetto che fa risaltare uno di quei grandi paradossi dell’umanità: la ricerca a tutti i costi di un colpevole, anche solo per rasserenare gli animi dei vari protagonisti.
“Il caso Josette si gioca immediatamente la carta della satira e questa vicenda così bizzarra, ai limiti del demenziale, diventa solo una scusa per mettere alla berlina vizi (tanti) e virtù (pochissime) del francese medio. Capiamo, dunque, che il titolo originale, Les chèvres!, ovvero Le capre!, non si riferisce solo all’animale protagonista del “caso”.
Ovviamente parliamo dell’oggi collegandoci al passato, ma il gioco funziona e oltre all’insistita gag sulla mancanza di igiene e sull’invecchiamento precoce dei francesi, c’è tutto un discorso sull’orgoglio nazionale che si spinge fino all’estremo, fino a non riconoscere neanche i propri vicini in nome di una divisione geografica assurda (con il Ducato di Savoia) che porta ad ottusi e pericolosi preconcetti, fino ad essere impugnata come chiave di volta nel processo.
E quindi Il caso Josette parla della mostruosità dei francesi di oggi (ma, al di là dei riferimenti culturali specifici, può essere estesa all’uomo in generale) ridendoci su con una vicenda grottesca e inusuale. Il gioco funziona per lo più, ma il ritmo a tratti latita e non tutte le gag vanno a segno come dovrebbero.”
Critica di Roberto Giacomelli
Ho anche gradito la colonna sonora, con le scene accompagnate da un ritmo pop, che donano un tocco di classe alla comicità provocata dalla intensa caratterizzazione dei personaggi. (Durante il processo il Can Can di Offenbach, non solo vivacizza la scena, ma la rende esilarante.)
L’avvocato è sempre accompagnato dal giovane nipote Jean, negato per l’avvocatura, ma molto bravo con le storie e io ho riconosciuto in lui lo scrittore e poeta francese Jean de La Fontaine. Da nessuna parte ho trovato questa notizia, ma sono molto sicura di questa mia deduzione.
Se vedrete il film mi direte il vostro parere.
Lo potete trovare su Amazon Prime.
Qui il trailer
Vicla Sgaravatti
Medico Veterinario
via Rembrandt 38- Milano
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Solo per appuntamento:
martedì e giovedì 15-19
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Altri orari da concordare.
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