IL CANE DI FALCONE di DARIO LEVANTINO, 2022

Il cane di Falcone di Dario Levantino è un romanzo coinvolgente, commovente, delicato, innovativo, interessante, scorrevole, che racconta la lotta alla mafia attraverso gli occhi di un cane randagio.

Un romanzo edificante sul valore del coraggio e la forza delle idee che sopravvivono alla morte.

L’autore racconta che l’ispirazione a scrivere questo romanzo era stato un titolo del Corriere della Sera: “È morto Uccio, il cane che vegliava le statue di Falcone e Borsellino”.

Nell’articolo si raccontava di come questo cane stazionasse presso il Tribunale di Palermo, scegliendo come giaciglio il posto più significativo la statua di Falcone, ai cui piedi stazionava, dormiva e faceva la veglia ogni giorno.

I magistrati, gli avvocati e quanti frequentavano quotidianamente il Palazzo di Giustizia, si presero cura di questo cane, chiamandolo Uccio e definendolo “il cane di Falcone”.

Questa notizia colpì tantissimo Levantino, soprattutto vedere la foto che mostrava il cane ai piedi della statua di Falcone guardare fiero verso l’obbiettivo, come se volesse difendere la memoria di Falcone.

Fu così che potè scrivere, come aveva desiderato da tempo, un romanzo che parlasse del giudice, ma evitando i toni magniloquenti, declamatori, troppo seriosi come spesso veniva narrato Falcone.

Utilizzò l’artificio narrativo di collocare Uccio fra gli anni ’80 e ’90, di fargli incontrare il giudice e di fare raccontare al cane tutta la storia di quel periodo e di Falcone, con il suo punto di vista, ingenuo, incantato, ironico ma anche lucido.

Il racconto inizia con il cane ancora piccolo, che vive con i fratellini e con la mamma.

E da lì prosegue la sua storia che mostra come sia diventato randagio, e di come abbia incontrato Falcone, da lui considerato a tutti gli effetti padre.

Il cane di Falcone è un romanzo sulla mafia che ha il merito di essere accessibile a lettori di tutte le età, senza per questo banalizzare l’argomento, il romanzo perfetto per introdurre un giovane all’oscuro e multiforme fenomeno mafioso e per rispondere alla perplessità dei ragazzi: “La mafia esiste anche se non la vediamo?”.

Interrogativi a cui è molto importante rispondere perché, come ha scoperto a sue spese il cane Uccio, non ci si può accorgersi della criminalità solo quando viene allo scoperto.perché sarà già troppo tardi.

Agli adulti invece servirà per rinfrescare il ricordo di avvenimenti che fanno ormai parte della nostra storia.

E tutti gli amanti degli animali ameranno Uccio!

Vicla Sgaravatti

Medico Veterinario

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