IL CANE DI ARTIGAS

José Gervasio Artigas nacque a Montevideo in Uruguay il 19 giugno del 1764, a quel tempo territorio giuridicamente soggetto al Vice Reame spagnolo del Perù, e morto a Quinta Ybyray località nei pressi di Asunción del Paraguay, il 23 settembre del 1850 è stato un militare, politico ed eroe nazionale uruguayo.

Affiancò nel 1810 la giunta di Buenos Aires nella sua rivolta contro la Spagna, ma l’anno dopo, quando quella sottoscrisse l’armistizio (1811), proseguì da solo la lotta e nel 1813 proclamò l’indipendenza delle Provincias Unidas, ottenendo l’inclusione di Montevideo nell’Uruguay (1815).

Attaccato successivamente dai Brasiliani, dagli Argentini e dagli Spagnoli, Artigas, dopo una sconfitta subita nel 1817, fu costretto nel 1820 a riparare nel Paraguay, dove si fissò stabilmente.

Variamente giudicato, Artigas rivelò brillanti doti militari e organizzative, e può considerarsi il vero artefice dell’indipendenza dell’Uruguay.

Agì durante la Guerra d’Indipendenza delle Province Unite del Río de la Plata e si distinse per essere il precursore del federalismo nel paese.

Ricevette il titolo di “Jefe de los Orientales” e “Protector de los Pueblos Libres”.

Di lui si racconta che ebbe un cane che si chiamava Charrúa.

Cimarrón Uruguayo

Era un Cimarrón uruguayo, un cane coraggioso e resistente. (Il Cimarrón discende da cani portati dagli spagnoli che si adattarono alla vita selvatica.)

Charrúa fu famoso per la sua lealtà e accompagnò l’eroe nazionale nelle sue campagne militari, proteggendolo dai nemici e dormendo all’aperto.

Il legame col cane era così forte che Artigas una volta minacciò un generale che gli chiedeva la resa, dicendo: “Dite al vostro padrone che quando mi mancheranno uomini per combattere i suoi scagnozzi, li combatterò con i cani Cimarrón”.

Oggi, questa razza è l’orgoglio nazionale dell’Uruguay e il Cimarrón uruguayo è riconosciuto per la sua intelligenza, il coraggio e la lealtà.

Charrúa conosceva la consuetudine militare; ogni volta che c’era un movimento di truppe, era sempre pronto a scattare in azione alla ricerca del nemico.

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Charrúa viveva come il gaucho: dormiva dove poteva, abbaiava poco e la sua specialità era aggrapparsi ai posteriori del nemico.
Se Charrúa fosse stato un uomo, avrebbe ricoperto una posizione importante all’interno della truppa, data la sua intelligenza, la sua nobiltà e la sua incapacità di tradire chiunque, come invece fecero altri.

Il suo nome (che identifica una tribù indigena del Rio de la Plata) gli fu dato per il suo spirito combattivo, nonostante fosse un animale, che sembrava comprendere la lotta del popolo come se fosse la propria.
Quando un animale difende una causa, qualunque essa sia, dimostra molte virtù da cui noi umani dovremmo imparare.

Nella battaglia finale, ormai vecchio, del 22 gennaio 1820, a Tacuarembó, dove anche Artigas perse la sua ultima battaglia, il vecchio e malato Charrúa morì in completo silenzio, come fanno gli eroi.

In Paraguay Artigas ebbe un altro cane che chiamò Charrúa, in ricordo del suo fedele combattente e in suo onore.

Oggi la razza viene allevata, cresciuta, addestrata dal 1° Reggimento di Cavalleria Blandengues di Artigas, dove vive felice tra esibizioni, parate militari, giochi e affetto.

Quando vivevano randagi ai vecchi tempi, osservavano la preda dalle cime delle colline.
Un soggetto giovane e uno più anziano guidavano l’attacco.
Le femmine andavano avanti. I cuccioli restavano indietro, protetti. La formazione era simile a quella di un esercito.
Aspettavano il momento giusto per tendere un’imboscata. Poi partivano all’attacco.

Cimarrón uruguayo - Todo Uruguay

Questi nobili anmali passarono alla storia nazionale come cani senza paura, ammirati per il loro coraggio e la loro intelligenza.

Quando un Cimarrón dei Blandengues ha prestato servizio per almeno otto anni nelle parate militari, non viene trasferito ad altre unità, ma viene accudito presso il 1° Reggimento di Cavalleria fino alla fine dei suoi giorni.
Questo fu il caso di Sarandí de La Guarida (per questi cani il luogo di nascita viene utilizzato come cognome).
Morì nella caserma, dove aveva prestato servizio per oltre dieci anni.
Gli fu reso omaggio con il tocco del silenzio e suonando la tromba, davanti a un intero squadrone con cavalli e personale.

Nonostante siano addomesticati, questi cani conservano due comportamenti selvatici che stupiscono in quanto raramente osservati in altre razze.
Il primo è di natura materna. Una volta completato lo svezzamento, la madre mangia per prima il cibo dei cuccioli e poi lo rigurgita, permettendo loro di nutrirsi del bolo digerito. Finché la madre non smette di farlo, i cuccioli non riescono a mangiare.
L’altro comportamento è legato all’istinto dei cani coraggiosi che si scontravano con i grandi felini (come puma e giaguari) che abitavano il territorio. Se uno dei cani dominanti del branco aveva un problema e veniva separato, inviava subito un altro cane, ovunque si trovasse, a continuare l’attacco.

Storicamente sono stati descritti come: forti, belli, agili, intelligenti, grandi cacciatori di armadilli, armadilli pelosi e struzzi”.

I cimarrones del 1° Reggimento di Cavalleria “Blandengues de Artigas” svolgono diverse funzioni.
La principale è quella di sfilare marciando.
Li si addestrano per questo, in particolare per sviluppare un buon rapporto con i cavalli e i soldati.

Nelle sfilate, davanti a tutti, un Cimarrón accompagna sempre il cavallo di Artigas, camminando alla sua ombra.
Un soldato che rappresenta Ansina (afro-montevideano catturato dai portoghesi e ridotto in schiavitù che Artigas comprò per ridargli la libertà e che rimase con lui fino alla morte in Paraguay) cavalca un cavallo, mentre tiene le redini di un altro cavallo, moro, sellato e con la sciabola, ma senza cavaliere: sempre pronto per quando il generale Artigas voglia rimontarlo.

Nunca falta en el desfile un perro cimarrón, raza autóctona del Uruguay, ya  lo expresara el prócer Artigas: "Cuando me quede sin soldados, pelearé con  perr | Las Piedras, Canelones, Uruguay

Il cavallo Moro, considerato l’unica razza equina autoctona, era il preferito di Artigas, perché pur essendo più piccolo di altre razze, possiede una grande resistenza.
È un cavallo che può percorrere molte leghe con poco cibo e acqua senza risentirne.


Per chi volesse ulteriori notizie su questa razza di cani può leggere quest’articolo che avevo scritto.

Vicla Sgaravatti
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