COPERTINE DI FUMETTI CONTRO L’ABBANDONO DEI CANI di Nicolas Amiard

 
 
Potrebbe essere un cartone
 
 
Un artista francese, Nicolas Amiard, ha pensato di realizzare delle tavole di finte copertine di fumetti con dei cani abbandonati.
 
Il progetto prende il nome di Summer Adventures, «Avventure estive» e si basa su un’idea molto semplice: come si sentirebbero i protagonisti dei nostri fumetti e cartoni animati preferiti se fossero abbandonati ai margini della strada?
Queste immagini sono a forte impatto visivo, perché ci aiutano a capire come i cani o gli animali domestici in generale siano legati e indispensabili per coloro con cui vivono: non si può pensare a Charlie Brown senza Snoopy, Topolino senza Pluto e così via…
Lo scorso anno ve le avevo proposte singolarmente, ora le ho qui riunite per il vostro intrattenimento.
 
Scooby doo deve il suo nome al ritornello della canzone “Strangers in the night”, dove Frank Sinatra canticchiava con voce morbida e suadente “doo-be-doo-be-doo-du-du-du-du-du”.
 
 
10 illustrazioni ispirate ai cartoni animati contro l'abbandono degli  animali domestici
 
 
Lo sapevate che Snoopy, prima di diventare il cane di Charlie Brown, aveva avuto un’altra padroncina, Lila?
Quando dovette trasferirsi in un condominio dove i cani non erano ammessi, Lila fu costretta a restituirlo all’allevamento da dove proveniva, e dove lo trovò Charlie Brown.
In seguito cambiò il regolamento condominiale e Lila invitò Snoopy a tornare da lei, ma alla fine il famoso bracchetto decise di restare con il “bambino dalla testa rotonda”.
 
L’immagine qui sotto mostra un presunto abbandono di Snoopy da parte del suo padroncino, fatta proprio per combattere questa “piaga”…l’uso di testimonial così famosi risulta di grande impatto emotivo.
 
 
Summer Adventures”, campagna a fumetti contro l'abbandono dei cani –  afnews.info
 
 
Un’altra tavola di Nicolas Amiard con l’immagine di un abbandono, quello di Pluto da parte di Topolino, che lo aveva trovato inseguito da un gatto e lo aveva salvato, adottandolo.
 
Il nome definitivo del cane di Topolino avvenne nel 1930, pochi mesi dopo che era stato deciso il nome del nono pianeta, Plutone, Pluto in inglese.
Gli animatori erano certi che Walt Disney scelse proprio quel nome per sfruttare la risonanza e l’emozione della scoperta del nuovo pianeta, anche se non esistono documenti che ne confermino o ne confutino la veridicità.
 
 
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Un’altra tavola del progetto “Summer Adventures” di Nicolas Amiard: questa ipotizza l’abbandono del cane dei Simpson
 
Questo cane è un levriero marrone.
Fa la sua comparsa già nel primo episodio, in cui Homer va a scommettere alle corse canine, puntando pochi soldi su Piccolo Aiutante di Babbo Natale, allo scopo di poter fare i regali di Natale: il cane addirittura non arriva nemmeno al traguardo, facendogli perdere i soldi.
Mentre sta andando via dal cinodromo assieme a Bart, Piccolo Aiutante di Babbo Natale viene abbandonato dal suo proprietario per la sua scarsa attitudine e abilità nelle corse canine, cacciato via a calci.
Bart insiste per tenerlo, adottarlo e portarlo a casa, e Homer non ce la fa a negargli questo regalo.
In seguito Piccolo aiutante di Babbo Natale diventa padre di venticinque cuccioli, di cui si impadronisce il signor Burns. Questi cuccioli diventano tutti campioni delle corse canine, facendo guadagnare molti soldi al già plurimiliardario.
 
 
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Altra copertina immaginaria di Nicolas Amiard, dove si vede una situazione completamente impensabile, con Tintin che abbandona l’adorato Milou.
 
Nel 1929, quando fu pubblicato il primo fumetto, Tintin era accompagnato dal suo cane, che poi comparve in tutti i successivi.
Era il suo miglior amico, con cui condivideva tutte le avventure, e che spesso lo aiutò e gli salvò la vita.
 
L’autore, Hergé, per la creazione del suo personaggio a quattro zampe, si ispirò a vari modelli.
Uno fu Caesar, il cane del re Edoardo VII, l’altro il cane del “cafè” che frequentava abitualmente.
La razza fu influenzata da un altro fumetto, Ric et Rac de Pol Rab, come ebbe modo di dichiarare in un’intervista:
 
« Milou est d’une race qui est approximativement le fox à poil dur. Un peu bâtard tout de même, et si je l’ai choisi, c’est qu’à l’époque, ces chiens étaient à la mode. Il y avait d’ailleurs un chien fox-terrier à poil dur blanc et puis il y avait un sky-terrier noir assez bas sur pattes. Ils s’appelaient Ric et Rac.».
“Milou come razza è approssimativamente un fox-terrier a pelo duro. Un po’ bastardo, e se l’ho scelto è perché all’epoca questi cani erano di moda. C’erano anche un cane fox-terrier a pelo duro bianco, e uno sky-terrier piuttosto basso di zampe. Si chiamavano Ric e Rac.”
 
Per il nome invece volle ricordare la sua prima fidanzata, Marie-Louise, il cui diminutivo era Milou.
 
 
Summer Adventures”, campagna a fumetti contro l'abbandono dei cani –  afnews.info
 
 
Anche un Pokémon compare tra le tavole di Nicolas Amiard contro l’abbandono!
 
Pikachu compare subito nel primo episodio dell’anime Pokémon,
Ash arriva in ritardo al laboratorio per ottenere il suo primo Pokémon: quelli disponibili sono già stati presi da altri Allenatori, arrivati prima. Il Professor Oak si dispiace per Ash e gli assegna Pikachu, che non ne è contento, perché non gli piace il suo nuovo Allenatore.
Dopo varie avventure e disavventure, superate le incomprensioni Ash si guadagna la fiducia di Pikachu proteggendolo da un attacco. Questo fatto li fa diventare inseparabili.
 
 
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Abbandono ai tempi dei Galli!
Nicolas Amiard nella sua crociata contro l’abbandono ha coinvolto anche Obelix e e il suo cagnolino Idefix.
 
Idefix comparve nel 1963, nella storia Asterix e il giro di Gallia; seduto fuori da una salumeria, da cui escono Asterix e Obelix carichi di cibo.
Inizia a seguirli, di nascosto, per tutto il viaggio attraverso la Gallia. Solo quando Obelix torna al villaggio si accorge di lui e lo adotta, dandogli una carezza e un osso.
 
Per trovargli un nome, gli autori indissero un sondaggio tra i lettori, e venne scelto Idefix che è un gioco di parole sull’espressione francese idée fixe, “idea fissa”.
Gli autori stessi comunicarono il perché della loro scelta:
«Alla fine abbiamo deciso per Idefix, poiché è un nome corto, che suona bene e entra facilmente nell’orecchio. Rappresenta bene il carattere del personaggio, che è in effetti un piccolo animale con delle fissazioni: è ben deciso a seguire i suoi due amici Galli e pensa sempre a un osso da sgranocchiare.»
 
Idefix è un cane di taglia molto piccola, dal pelo bianco con del nero sulla punta delle orecchie e della coda. La razza non è definita, e non assomiglia a nessuna di quelle realmente esistenti.
Nei film di Asterix non di animazione la sua parte è interpretata da un West Highland white terrier che è la razza che più gli assomiglia.
 
 
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Nicolas Amiard utilizza anche i personaggi della Pixar per dare forza alla sua campagna contro l’abbandono.
 
Nel film Up c’è il cane Dug come personaggio secondario.
Possiede un collare che gli permette di parlare come un essere umano.
Quando Russell, giovane boy scout, lo incontra, vuole controllare se è addestrato.
Gli impartisce alcuni ordini che Dug esegue: seduto, zampa…poi gli dice “Parla” e il cane gli risponde “Come va?”, dimostrando di saper parlare, anche in altre lingue, oltre che abbaiare e ululare.
All’incontro con Carl Fredricksen, l’anziano protagonista, gli salta addosso e gli dice: “Ti ho appena conosciuto e già ti voglio bene!”.
 
Dug è un golden retriever.
 
 
Cani abbandonati nei cartoni: il progetto di un artista | Roba da Donne
 
 
Nicolas Amiard ci pone di fronte all’abbandono pure di Bill, famoso cocker spaniel che accompagna il bimbo Boule di sette anni.
Creato alla fine del 1959, questo fumetto belga volle ricreare una sorta di Peanuts europeo, ricreando i fatti quotidiani di una tipica famiglia belga.
Bill è leggermente antropomorfizzato, ma non parla con gli umani anche se sa farsi capire molto bene. Parla invece con gli altri animali e la sua migliore amica è una tartaruga, Caroline.
 
 
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Anche il cane di Lucky Luke, Rantanplan, diventa testimonial contro l’abbandono nella finta copertina di Nicolas Amiard.
 
La serie a fumetti Lucky Luke, il cowboy franco-belga è nata dalla penna dall’illustratore Morris (alias Maurice de Bévère) nel 1946.
La successiva collaborazione con il fumettista francese René Goscinny apporta poi al fumetto un’evoluzione e nuovi personaggi: Rantanplan ha esordito nel 1960 come personaggio secondario.
Nel 1987 divenne protagonista di una serie a fumetti omonima (20 volumi realizzati in Francia dal 1987 al 2011) e nel 2006 di una serie animata.
 
Rantanplan non è del cowboy: si tratta, infatti, del cane da guardia della prigione dove sono rinchiusi i Dalton, delinquenti molto ricercati.
 
Il pelo di Rantanplan è marrone nerastro, mentre le sue zampe sono bianche. Il naso rotondo gli dà il suo aspetto buffo, ma la stella da sceriffo appesa al suo collare gli conferisce un’aria vigile. Insieme ai soldati del penitenziario del Texas, Rantanplan, fa sì che nelle celle regni la calma.
 
Il cane da guardia fa il suo esordio nel fumetto nell’episodio “All’inseguimento dei Dalton”.
Rantanplan dovrebbe essere un cane poliziotto ma invece di sorvegliare i prigionieri dorme sempre.
Gode della fiducia dei secondini del penitenziario, ma si ritrova a essere la causa dell’evasione del temibile quartetto di banditi, la Banda Dalton. Il cowboy Lucky Luke si lancia all’inseguimento della banda affiancato proprio da Rantanplan che spesso si rivela un disastro anche come cane segugio portando spesso Lucky Luke lontano dalla pista giusta.
Per queste sue caratteristiche di sbadataggine Rantanplan è spesso obiettivo di frecciatine sarcastiche di Jolly Jumper, il cavallo di Lucky Luke.
 
La razza non è ben certa, si tratta di un cane poliziotto e molti sostengono che essendo il fumetto una parodia del famoso Rin Tin Tin, Rantanplan potrebbe essere un Pastore tedesco.
 
E’ spesso goffo, buffo e dormiglione.
Oltre ai “riflessi eccezionali e al carattere eroico”, infatti, il cane presenta delle caratteristiche più buffe: se agitato, non appena viene pronunciata la parola “mangiare” si tranquillizza immediatamente.
Quando gli viene fatta annusare la casacca di uno dei fratelli Dalton, invece di inseguire la pista, il cane si ritrae disgustato a causa del cattivo odore e punta deciso nella direzione opposta.
 
 
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Vicla Sgaravatti
Medico Veterinario
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