PODODERMATITE ULCERATIVA DEL CONIGLIO

Quando si acquista un coniglio occorre osservare con attenzione la superficie inferiore delle zampe.
Ci sono soggetti, che già subito dopo lo svezzamento, manifestano un diradamento del pelo nell’area interessata.
Anche in seguito bisogna osservare sempre con attenzione le zampe dei conigli, lungo tutta la loro vita, anche se loro non lo gradiscono.
Le zampe posteriori del coniglio possono essere colpite dalla pododermatite ulcerativa.
Le lesioni sono molto caratteristiche e localizzate sulla superficie inferiore degli arti, prevalentemente di quelli posteriori (plantare, quella che appoggia per terra).
Tra i conigli da compagnia, questa è una patologia cutanea molto diffusa.
Inizia come una lesione ischemica da compressione (lo schiacciamento dei tessuti su superfici dure) per poi diventare una forma ulcerativa, progressiva e cronica.
Questa forma di dermatite può comparire in conigli di tutte le età, in entrambi i sessi e in qualsiasi razza o incrocio.
Inizialmente si osserva un diradamento del pelo ed eritema a carico della superficie plantare, per poi comparire ulcere e croste.
Nella genesi di questa patologia intervengono numerosi fattori predisponenti o scatenanti.
Presenta una frequenza enormemente elevata, sembra che oltre il 90% dei conigli domestici sarebbero affetti da tale patologia, anche se non tutti arrivano alle manifestazioni più gravi.
Ci sono fattori predisponenti che favoriscono sia la comparsa che l’evoluzione.
A differenza di molte altre specie animali, le zampe dei conigli non sono dotate di cuscinetti plantari.
La cute degli arti è protetta solo da uno strato di pelo che funziona anche da ammortizzatore nel contatto con il terreno, riducendo la compression esercitata sui tessuti (cute, ossa, tendini e vasi sanguigni).
Certi conigli però hanno una scarsa copertura di pelo sulla superficie inferiore degli arti e questo risulta la causa più comune del problema.
Altri fattori sono:
– Genetica: una scarsa copertura di pelo risulta congenita in molti esemplari.
– Razza: sono considerate maggiormente predisposte razze quali l’Angora, il Bianco di Nuova Zelanda, il Rex e quelle giganti, anche se nessuna razza od incrocio può essere considerata al sicuro.

– Sesso: maggior predisposizione nelle femmine, sterilizzate, anche se tutti possono essere colpiti.
– Età: a qualsiasi età può sopraggiungere, ma sono i soggetti adulti quelli maggiormente colpiti.
–Taglia: i conigli di dimensioni e peso ridotti sono colpiti meno spesso di razze e incroci di taglia maggiore.
– Obesità: l’aumento di peso determina un maggiore carico sulla superficie di appoggio degli arti, causando quindi compressione sulla cute e sui vasi sanguigni, di conseguenza questi tessuti ricevono uno scarso afflusso di sangue con un minore nutrimento.
– Scarsa attività fisica: facilita il sovrappeso diventando un ulteriore fattore che porta ai fenomeni ischemici e necrosi tissutale.

– Lettiera inadeguata: vanno utilizzati materiali morbidi e assorbenti. Utilizzare la sabbietta del gatto come materiale per la lettiera dei conigli è completamente sbagliato perchè per la delicata cute del coniglio questa risulta troppo abrasiva e molto dannosa.
– Scarsa igiene, la lettiera va regolarmente per non predisporre a malattia.
– Pavimento duro o abrasivo: anche l’assenza di un fondo adeguato può accelerare l’insorgenza.
– Patologie concomitanti: le urinarie, che causano incontinenza, o gastroenteriche, che determinano la produzione di feci molle o diarroiche, causano imbrattamento della lettiera e quindi, della superficie d’appoggio dell’arto.
– Patologie neurologiche o articolari: l’attività fisica e il movimento possono risultare limitate.
– Malattie parassitarie o fungine, per esempio la rogna sarcoptica o la dermatofitosi, possono causare lesioni a livello della zampa con danni alla cute e caduta di pelo.
La pododermatite ulcerativa si localizza prevalentemente agli arti posteriori ma in condizioni particolari pure le zampe anteriori possono esserne coinvolte.
Inizia come un diradamento del pelo sulla superficie plantare dell’arto, di cui ci si può non accorgere.

In un secondo tempo, l’arto tende a diventare gonfio ed eritematoso. Man mano che le condizioni peggiorano, si verifica la formazione di ulcere e croste.
Non è rara la comparsa di infezioni batteriche secondarie che aggravano il quadro clinico.
Nei casi più gravi e di grado più avanzato si può arrivare all’interessamento dei tessuti più profondi quali tendini ed ossa, con conseguenti fenomeni di sinovite ed osteomielite.

Secondo il PRPSS (Pet Rabbit Pododermatitis Scoring System) esistono vari gradi di gravità.
– Grado 0: nessuna evidenza di lesioni
– Grado I: forma lieve, inizio di infiammazione e perdita di pelo
– Grado II: forma moderata, lesione più vasta della precedente con alopecia, eritema, gonfiore e ulcera
– Grado III: forma moderata che assomiglia alla precedente ma più grave con probabile infezione secondaria
– Grado IV: forma grave, la cute presenta lesioni profonde, con croste e necrosi dei tessuti superficiali,
– Grado V: forma severa in cui sono coinvolti i tessuti più profondi
– Grado VI: stadio terminale in cui si arriva alla perdita della funzionalità dell’arto.
Le lesioni dolenti possono rendere l’animale apatico, con scarsa propensione al movimento, arrivando anche a smettere di mangiare.
Se ci sono infezioni batteriche secondarie può esserci febbre.
Quando un coniglio mostra segni di malessere, va portato dal Medico Veterinario, che potrà fare diagnosi e terapia o mandare da un collega specialista o esperto in conigli.
Probabilmente dovranno essere eseguiti accertamenti ed esami:
– se presenti infezioni batteriche, verrà eseguito un esame batteriologico con antibiogramma per una terapia antibiotica mirata.
– se interessati tessuti più profondi, l’esecuzione di una radiografia potrebbe essere utile.
Risulta fondamentale accorgersi subito del problema per avere rapidità di intervento ed evitare situazioni più gravi.
– Negli stadi precoci e meno gravi, può essere sufficiente una meticolosa pulizia della parte colpita con soluzioni antimicrobiche per poi applicare pomate antibiotiche e cicatrizzanti.
– Nelle forme più gravi occorre asportare chirurgicamente il materiale necrotico, somministrando contemporaneamente antibiotici.
– Nei casi gravissimi con lesione dei tessuti profondi e con comparsa di osteomielite, l’amputazione dell’arto o l’eutanasia possono essere, purtroppo, le scelte obbligate.
Il paziente deve esssere gestito molto accuratamente, eliminando tutti i fattori predisponenti, mantenendolo su superfici morbide, con peculiare attenzione all’igiene eseguendo correttamente e in modo preciso le terapie.
Nel coniglio, l’uso del collare elisabettiano e l’applicazione di bendaggi è sconsigliato, perché l’animale non li tollera.
Per prevenire questa patologia si devono eliminare tutti i fattori predisponenti.
Vanno utilizzati materiali assorbenti e morbidi per la lettiera ed il fondo della gabbia:
– carta compressa
– fibra di cocco
– fieno
– paglia
– pellet di legno
– truciolo di legno
– tutolo di mais
Questi materiali non solo garantiscono l’assorbimento delle urine, ma sono pure confortevoli per il piede.
Fondamentale comunque sostituire periodicamente il materiale di fondo perché le urine possono dare macerazione e ustione del pelo e della pelle della zampa, e, in presenza di lesioni, la scarsa igiene del fondo favorisce la comparsa di infezioni secondarie che peggiorano il problema iniziale.
Si deve valutare bene il pavimento su cui dovrà vivere il coniglio.
Il coniglio in natura cammina sul terreno erboso, che risulta morbido e confortevole per la zampa.
In casa invece non c’è un prato e il coniglio deve camminare su moquettes, parquet o piastrelle.
I pavimenti duri e lisci provocano un aumento della compressione a livello degli arti con una diminuzione dell’afflusso di sangue localmente.
Le superfici dure e ruvide possono provocare escoriazioni e consumo del pelo con in seguito microlesioni alla cute rimasta scoperta.
Superfici come la moquette e i tappeti sono più morbide e confortevoli ma in caso di corse e frenate improvvise possono esserci ugualmente gravi abrasioni e ustioni da frizione.
Infine, i conigli molto nervosi che battono frequentemente il piede sul pavimento come segno di allarme, sono più a rischio, per i microtraumi determinati dall’urto con il suolo.
Infine, il precoce riconoscimento del problema e la rapida risoluzione delle patologie concomitanti contribuisce alla prevenzione della pododermatite ulcerativa del coniglio.
Vicla Sgaravatti
Medico Veterinario
via Rembrandt 38- Milano
02 4009 1350
Solo per appuntamento:
martedì e giovedì 15-19
sabato 9,30-12,30
Altri orari da coordinare.
0 commenti