MAX di Boaz Yakin, 2015
Lauren Graham, Thomas Haden Church, Dejon LaQuake, Josh Wiggins, Miles Mussenden. Avventura – USA, 2015

Questo film è ambientato tra l’Afghanistan e una provincia americana e racconta di un cane militare e di un adolescente che deve crescere troppo in fretta.
A Kandahar, in Afghanistan, Max,, un pastore belga malinois, è un cane militare addestrato per l’avanscoperta, e fa parte di una squadra di soldati americani.

In un villaggio distrutto, Max trova un nascondiglio di armi sotto un tappeto, salvando con il suo istinto e il suo addestramento la squadra.
Il suo conduttore, Kyle, fiero di lui, chiama a casa la famiglia per renderla partecipe del successo della missione ma trova il fratello minore Justin distante, e interessato esclusivamente ai videogiochi e al suo mondo.
Vengono descritte tensioni nel reparto, e, in una missione successiva, Max avanza e individua un pericolo.
Un’esplosione improvvisa fa diventare il villaggio diventa un campo di battaglia.
Kyle corre verso il fumo per salvare Max, ma muore.
La famiglia di Kyle è sconvolta dalla notizia della sua morte.
Al funerale è presente anche Max che inconsolabile abbaia, fiuta la bara e nessuno riesce a calmarlo.
Solo l’odore di Justin lo tranquillizza.
Max è trumatizzato, non controllabile e aggressivo, e l’esercito lo vuole abbattere.
L’unico a cui obbedisce e che lo calma è Justin, e i genitori decidono di portare a casa il cane, nonostante il ragazzo non voglia prendersene cura….

Max è un film che parla di guerra senza mostrarla come spettacolo.

Attraverso lo sguardo di un cane e quello di un ragazzo la verità emotiva del conflitto viene narrata: le bugie necessarie per sopravvivere, il silenzio, il trauma.
È una storia di crescita, responsabilità e riconciliazione, dove l’eroe non è chi combatte, ma chi sceglie di proteggere.
Il film è basato su una storia vera: nella vita reale, Jon Tumilson, un Navy SEAL, era stato uno dei 30 militari americani rimasti uccisi quando un elicottero Chinook era stato abbattuto in Afghanistan.
Al suo funerale, il suo Labrador Retriever, Hawkeye, è stato fotografato disteso davanti alla bara. Da allora, una statua di bronzo è stata eretta in onore di Tumilson e Hawkeye a Rockford, Illinois.

Anche la storia di Eli è servita da spunto per il film.
Eli, il cui addestratore ventenne Colton Rusk, fu ucciso dal fuoco dei cecchini talebani.
Anche lui un Labrador Retriever (non un Pastore Belga Malinois come Max), Eli era stato portato a casa con la famiglia Rusk, dove aveva trovato il dodicenne Brady, che aveva subito legato con il cane.
Anche in questo caso a Houston, in Texas, nel Cy-Champ Park, vicino al Monumento ai Caduti, era stato eretto un monumento con due cani di bronzo da servizio militare, intese a onorare tutti i cani poliziotto in servizio, uno è la femmina Bretagne, l’altro è Eli.

Il film mi ha fatto ricordare “Io e Lulù”, certe situazioni sono simili.
Gli attori recitano bene e la trama è coinvolgente, non è un “filmone”, ma si lascia guardare, quindi ve lo consiglio.
Lo potete trovare su Prime.
Qui c’è il trailer https://youtu.be/6EPPMCwD5bw?si=Cp2fzHHk2s3f0H2Q
Vicla Sgaravatti
Medico Veterinario
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