GINO PAOLI e “LA GATTA”

La gatta” di Gino Paoli – A casa di Amy e Lampo
Questa non è la micia della canzone.

Gino Paoli nacque a Monfalcone da padre toscano e madre giuliana il 23 settembre 1934, ed è morto a Genova il 24 marzo 2026.
Crebbe a Pegli, diventando uno dei cantautori più apprezzati e facendo parte della cosiddetta “scuola genovese” (Fabrizio De André, Luigi Tenco, Bruno Lauzi, Umberto Bindi e poi Ivano Fossati e altri nomi famosi nella storia della musica italiana).
Tra le sue tante canzoni voglio ricordare “La gatta“, omaggio a Ciàcola (chiacchiera in veneto) che visse con lui nella soffitta di Boccadasse, un caratteristico borgo di pescatori.a Genova, e che si dice gli abbia salvato la vita per una fuga di gas, miagolando in modo insistente e così segnalando il pericolo.

Era una gatta siamese, con una macchia nera,lo sguardo rivolto al mare, che amava la luce, l’orizzonte, il silenzio…e stare accanto al suo compagno umano, sempre, senza distanza.


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Quando il cantautore cambiò casa, spostandosi a Roma dove ebbe successo, la portò con sé, ma poco dopo la gatta morì.
Per lui doverle dire addio fu un momento difficile (come per tutti quanti condividono la vita con un animale caro) e pensò sempre che se ne fosse “andata via” per la malinconia di aver lasciato quella casa e quella soffitta sul mare, anche se un Medico Veterinario gli spiegò che la micia aveva un’occlusione intestinale, una palla di pelo che si era fatta a furia di leccarsi per pulizia.

La canzone uscì nel 1960, vendendo nei primi tre mesi solo un centinaio di copie.

La vera storia di Ciacola, la gatta che salvò la vita a Gino Paoli  diventando una canzone memorabile - La Stampa


Grazie a un continuo passaparola, il brano arrivò in classifica, facendosi notare dagli addetti ai lavori e catturando l’interesse del paroliere Mogol, che decise di fargli da prestanome, in quanto Gino Paoli non era ancora iscritto alla SIAE.

Gino Paoli ha voluto sancire in modo definitivo il ricordo di Ciàcola, e l’amore per i gatti, non solo in una canzone: una sera a Hong Kong, durante una tournée, decise di tatuarsi un gatto su un braccio: così lo avrebbe portato ovunque sulla pelle.

Questa canzone è facile da eseguire con la chitarra: “La Gatta” è un brano che molti hanno suonato quando cominciavano a prendere confidenza con lo strumento musicale.

Parlando di Ciàcola Paoli diceva:
“Non si staccava mai da me, dormendomi sulla pancia mentre prendevo un po’ di sole sul terrazzino e lasciando sulla mia abbronzatura una pennellata bianca all’altezza dell’ombelico …
Era una gatta parlante come gli animali delle fiabe o dei fumetti: discorreva, proponeva, suggeriva, protestava, aveva da dire la sua su ogni argomento.
Di fronte alle decisioni da prendere, la sua posizione era tenuta nello stesso conto delle nostre. In presenza di un estraneo, l’ultima parola era indiscutibilmente la sua; se non piaceva a Ciàcola, in casa nostra una persona non metteva più piede”.

Scrisse anche un libro per l’infanzia dedicato alla gatta.

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C’era una volta una gatta
Che aveva una macchia nera sul muso
A una vecchia soffitta vicino al mare
Con una finestra a un passo dal cielo blu.

Se la chitarra suonavo
La gatta faceva le fusa
Ed una stellina scendeva vicina, vicina
Poi mi sorrideva e se ne tornava su.

Ora non abito più là
Tutto è cambiato, non abito più là
Ho una casa bellissima
Bellissima come vuoi tu.

Ma io ripenso a una gatta
Che aveva una macchia nera sul muso
A una vecchia soffitta vicino al mare
Con una stellina, che ora non vedo più.

Ora non abito più là
Tutto è cambiato, non abito più là
Ho una casa bellissima
Bellissima come vuoi tu.

Ma io ripenso a una gatta
Che aveva una macchia nera sul muso
A una vecchia soffitta vicino al mare
Con una stellina, che ora non vedo più.

Se avete voglia di ascoltarla eccola: https://youtu.be/r0MjJ9s3mIY?si=6dq7nJYwniw8OzR4

Vicla Sgaravatti
Medico Veterinario

via Rembrandt 38- Milano
02 4009 1350
Solo per appuntamento:
martedì e giovedì 15-19
sabato 9,30-12,30
Altri orari da concordare.


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