ADORAZIONE DEI MAGI di Gentile da Fabriano

Nessuna descrizione della foto disponibile.
“Adorazione dei Magi”, Gentile da Fabriano, tempera su tavola, 1423

Quest’opera fu commissionata da Palla Strozzi a Gentile da Fabriano per la Cappella nella sacrestia della Basilica Santa Trinita a Oltrarno, Firenze.

Si trova racchiusa in un’elaborata cornice scolpita in legno dorato, in larga parte ancora originale.

Basilica di Santa Trinita | Visit Tuscany

La tavola è firmata e datata 1423 ed è il capolavoro di Gentile da Fabriano per il ricco impiego di foglia metallica, pastiglia di grasso dorata e preziosi colori.

Ora la si può ammirare alla Galleria degli Uffizi a Firenze, dove è esposta.

Oltre ai personaggi sacri, l’artista dipinge dettagli lussuosi e realistici, inclusi cani di razza e altri animali.

In questo modo intende rappresentanre la ricchezza del committente e offrire un esempio vivido del Gotico Internazionale, aggiungendo scene di natura selvaggia e di corte nella processione dei Re Magi.

Nessuna descrizione della foto disponibile.

Nel 1806, ci furono le soppressioni napoleoniche: cancellazione di tutti gli ordini religiosi e delle confraternite, ad eccezione dei vescovadi e del clero secolare.

Il numero delle parrocchie e degli ospedali fu ridotto, ma vennero mantenuti gli istituti destinati all’educazione.

Tutti i beni delle istituzioni soppresse vennero incamerati o requisiti o ceduti alle istituzioni civili o militari.

Per salvaguardarla,la tavola venne spostata in un deposito, da dove venne in seguito spostata, nel 1810, alla Galleria dell’Accademia, affinché servisse all’istruzione dei giovani allievi.

Nel 1812, però, durante le famose spoliazioni napoleoniche del Granducato di Toscana, l’opera venne purtroppo privata dello scomparto della predella con la Presentazione al Tempio, quella in basso a destra, e portata in Francia: da allora si trova al Museo del Louvre.

Nel 1919 la pala approdò alla Galleria degli Uffizi con una copia della predella della Presentazione di Gesù al Tempio al posto dell’originale, dipinta da Gaspare Diomede della Bruna nel 1903.

Nel dipinto, gli animali non servono da riempitivo, ma sono tutti elementi che arricchiscono la narrazione mostrando lo sfarzo e la varietà del seguito dei Re Magi e rispecchiando il gusto per il lusso e il naturalismo del Gotico Internazionale

La bellezza di quest’opera trova compimento, per me, nell’angolo dai colori chiari in basso a destra che raffigura un cane, forse un levriero, che aggiunge luminosità alla speciale brillantezza del dipinto, merito anche del magnifico collare dorato ottenuto a rilievo.

Nessuna descrizione della foto disponibile.

Gentile da Fabriano dimostra una notevole capacità di osservazione naturalistica, riuscendo a dipingere i cani con dettagli anatomici accurati, e integrandoli alla perfezione nella scena affollata e complessa e dell’adorazione.

(Forse il cane del dipinto è lo stesso cane che compare in alto nella lunetta centrale.)

Nessuna descrizione della foto disponibile.

.
Penso si possa affermare che i cani nell’opera di Gentile da Fabriano non siano solo decorazioni, ma veri e propri elementi narrativi che contribuiscono alla magnificenza e al realismo della scena rappresentata.

Ho potuto ammirarla dal vivo, e mi ha incantata.

Vicla Sgaravatti
Medico Veterinario
via Rembrandt 38- Milano
02 4009 1350
Solo per appuntamento:
martedì e giovedì 15-19
sabato 9,30-12,30
Altri orari da concordare.


0 commenti

Lascia un commento

Avatar placeholder

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: