SE NIENTE IMPORTA. PERCHE’ MANGIAMO GLI ANIMALI?     di Jonathan Safran Foer, 2010

Quando Jonathan Safran Foer scoprì che sua moglie era incinta, e che gli sarebbe nato un figlio si pose delle domande riguardo a quello che sarebbe stato giusto per lui.

Egli era vegetariano e decise di dedicarsi in modo più serio al problema dell’alimentazione, perché la nascita di un bambino necessitava «una storia diversa», la sua alimentazione era molto più importante di quella di un adulto.

Lasciò da parte la narrativa e scrisse un libro, dopo un’indagine durata circa tre anni che lo portò negli allevamenti intensivi.

Racconta le violenze sugli animali e i trattamenti che subiscono a base di farmaci, e descrive, senza risparmiare dettagli raccapriccianti, come vengono uccisi per diventare cibo quotidiano.

La leggerezza e l’umorismo a cui Foer ci ha abituati nei suoi romanzi si ripropone anche in queste avvincenti pagine, che da saggio si trasformano in trascinante racconto, senza nulla di retorico né ridondante.

L’indagine è molto interessante, perché considera vari aspetti.

Il discorso contro gli allevamenti industriali oltre al benessere degli animali considera anche quello dell’uomo. Infatti mangiare un pollo cresciuto in gabbia e imbottito di farmaci non solo è moralmente discutibile ma è anche pericoloso per la nostra salute. Studi hanno dimostrato come la carne proveniente da allevamenti industriali può aumentare l’antibiotico resistenza, rendendo gli antibiotici meno efficaci.
Si considera anche il benessere ambientale, in quanto gli allevamenti intensivi sarebbero responsabili dell’inquinamento del nostro pianeta e si dice costituirebbero anche la prima causa del riscaldamento globale.
C’è poi il fattore economico, si calcola infatti che con le produzioni di verdura e cereali destinate all’alimentazione del bestiame si potrebbe addirittura risolvere il problema della fame nel mondo, con un apporto proteico superiore a quello fornito dalla carne.

Le sue argomentazioni sono così appassionate che è difficile restare insensibili e non farsi coinvolgere.

Io l’ho letto in pochi giorni, la lettura mi ha turbata e messo in discussione molte mie abitudini.

Giunta alla fine mi sono rallegrata di vivere in Europa, dove il tema benessere animale è molto sentito e solitamente rispettato negli allevamenti (anche qui si verificano fatti turpi, ma sono l’eccezione, mentre negli USA sono la regola, una consuetudine ben radicata), e più precisamente di vivere in Italia, dove il controllo veterinario è molto serio e severo, e i colleghi che si occupano del settore sono molto preparati.

Lo consiglio veramente, ma avverto che in certi passaggi le descrizioni sono molto cruente.

 

Vicla Sgaravatti
Medico Veterinario
via Rembrandt 38- Milano
02 4009 1350
martedì e giovedì 15-19
sabato 9,30-12,30
Altri orari per appuntamento.

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