PROTEGGETE ANCHE I VOSTRI GATTI DAL RISCHIO DI FILARIOSI

Uno studio dell’American Heartworm Disease ha evidenziato che il 25% dei gatti testati positivi alla filaria erano considerati gatti casalinghi, senza accesso all’esterno.

Considerare a rischio solo i gatti che escono non è corretto, lo sono tutti.

Il parassita, Dirofilaria immitis, è filiforme e sottile, va dai 12 ai 17 cm nel maschio e dai 25 ai 32 cm nelle femmine.

Nelle regioni settentrionali italiane è particolarmente diffuso e viene trasmesso da diverse specie di zanzare.

Pur essendo infettata dallo stesso parassita del cane, e con uguali vettori, la malattia nel gatto si manifesta in modo diverso. Nel cane il pericolo è rappresentato soltanto dai parassiti adulti, le macrofilarie, mentre per i felini anche le larve pre-adulte rappresentano un rischio.

In Italia la percentuale di gatti affetti da filariosi cardiopolmonare è intorno al 7%, decisamente inferiore a quella dei cani, anche se si sospetta di molti casi non diagnosticati.
La maggior parte dei gatti va incontro a una auto-cura spontanea, senza presentare sintomi per un periodo lungo dopo l’infestazione, altrimenti può comparire una sindrome acuta improvvisa, accompagnata da sintomi respiratori quali tosse, dispnea ed emottisi.

Nella filariosi classica del gatto e del cane si distinguono varie fasi:

-La zanzara punge un animale infetto e ingerisce con il sangue le microfilarie.

-Le larve maturano nella zanzara in una settimana circa, passando allo stadio 2; dopo un’altra settimana circa evolvono allo stadio successivo diventando infettanti.

-Le larve infettanti raggiungono l’apparato buccale della zanzara e sono trasmettesse quando un animale viene punto.

-Nell’animale infettato, le larve migrano nei capillari e, nel giro di 7-12 giorni, si trasformano in larve L4 che, tra il cinquantesimo e il settantesimo giorno, passano allo stadio L5. Prima del centoventesimo giorno le macrofilarie raggiungono il cuore e le arterie polmonari del gatto.

-Alcuni pre-adulti diventano filarie adulte che possono riprodursi, immettendo le microfilarie nel torrente circolatorio che raggiungono i vasi capillari dove infestano un’altra zanzara durante il suo pasto di sangue.

-La fase finale culmina con la morte delle filarie adulte.

Nei felini, spesso le larve pre-adulte muoiono nelle arterie polmonari e non si ha un’evoluzione del parassita allo stadio successivo. Questo fatto causa una grave sindrome polmonare nota come HARD (Heartworm Associated Respiratory Disease) che sovente non viene correttamente diagnosticata e i sintomi vengono interpretati come semplici casi di asma o bronchite.

Nei cani i parassiti sopravvivono anche fino a sette anni, continuando a produrre microfilarie; nei gatti il periodo di sopravvivenza è più breve, fino a tre anni circa. Nei mici però la filariosi rappresenta un rischio maggiore perché il loro cuore è molto più piccolo di quello dei cani e basta un numero di vermi minimo per causare gravi danni.

I sintomi non sono sempre visibili: anoressia con perdita di peso, si affaticano facilmente con minor resistenza agli sforzi, letargia, dispnea, tosse, emottisi, aumentata frequenza cardiaca, vomito, diarrea, cecità, convulsioni, collassi ecc.

Quando i sintomi sono evidenti vuol dire che nell’animale sono già presenti lesioni polmonari e cardiache.

La malattia si manifesta solitamente in modo progressivo, ma ci sono forme iperacute con collasso e gravi problemi respiratori. Si sono verificati anche alcuni casi di morte improvvisa (evenienza rara).
I segni clinici compaiono quando le larve L5 (pre-adulti) arrivano nelle arterie polmonari oppure dopo la morte dei parassiti adulti.

Ci sono vari test per fare diagnosi di filariosi: ricerca delle microfilarie circolanti, o della presenza di proteine delle larve adulte, oppure di anticorpi dell’organismo infettato.

La primavera è il periodo più appropriato per eseguire i test ematologici in quanto la positività si manifesta sei mesi dopo l’infestazione.

Esami radiografici ed ecografici stabiliranno la gravità della situazione.

I farmaci utilizzati per la cura della filariosi sono tossici più nei gatti che nei cani, con conseguenti rischi maggiori. In molti casi quindi si sceglie di non intervenire subito e osservare come evolve la situazione. Si eseguono radiografie ogni sei mesi e si somministrano antinfiammatori per le lesioni polmonari, nell’attesa che i parassiti muoiano per conto loro.

Proteggete i vostri gatti con la prevenzione durante tutto il periodo in cui sono presenti le zanzare, soprattutto se abitate nel nord-Italia, chiedete consiglio al vostro Medico Veterinario di fiducia.

Le sostanze impiegate per la prevenzione della filaria nel gatto sono disponibili in fialette spot on da applicare sulla cute o in tavolette orali somministrate da sole o mischiate con il cibo.

Categorie: GattiSalute

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