PARASSITI ESTERNI: ZECCHE

Le zecche sono pericolose perché sono parassiti ematofagi, cioè si nutrono di sangue. Sono Artropodi, appartengono alla classe degli Aracnidi e hanno otto zampette. Non sono insetti, come viene spesso erroneamente riportato e nemmeno ragni, benché siano a essi lontanamente imparentate.

Le specie che si trovano più facilmente su cani e gatti sono Rhipicephalus sanguineus e Ixodes ricinus.

Sono di colore bruno-grigiastro, entrambe le specie sono lunghe 1-2 mm negli stadi giovanili, ma raggiungono i 10-11mm della fase adulta, grandi quanto una lenticchia.

(La zecca del piccione Argas reflexus riveste notevole interesse dovuto alle segnalazioni di abitazioni invase da questi parassiti che giungono ad attaccare anche l’uomo. E’ molto resistente al digiuno, potendo sopravvivere anche sette anni. Questo artropode e responsabile della trasmissione di malattie ai piccioni e all’uomo.)

Una forte infestazione, oltre a un fastidioso prurito, causa anemia di vario grado arrivando in certi casi a esiti letali.

Possono però trasmettere anche malattie molto gravi e dalla prognosi incerta come Babesiosi o Piroplasmosi, Ehrlichiosi, Borreliosi o Malattia di Lyme, Rickettsiosi, Febbre Q, Meningoencefalite da zecca o Tick-Borne Encephalitis e altro ancora.

Queste malattie possono essere trasmesse ai nostri animali, ma anche a noi, quindi una buona azione preventiva va a vantaggio non solo degli animali, ma anche della nostra salute.

Si nutrono del sangue di anfibi, rettili, uccelli o mammiferi.

Il loro ciclo vitale si svolge in fasi: uovo, larva, ninfa e adulto, che possono interessare un unico ospite o due/tre ospiti diversi.

Le zecche salgono su un ospite (cane, gatto, coniglio, uccello, umano….e altro, basta che abbia sangue) e inseriscono il rostro nella pelle. Iniziano a succhiare sangue solo 48 ore dopo che si sono attaccate e prima di farlo iniettano nell’ospite un po’ di anticoagulante insieme al quale (se sono infette, portatrici di malattie) possono iniettare anche agenti patogeni.

Il pasto di sangue può durare alcuni giorni, le zecche aumentano moltissimo le loro dimensioni, poi si staccano e scendono dall’ospite per deporre un’enorme quantità di uova. Avendo zampe corte, non si allontanano molto. Le uova vengono emesse avvolte da una sostanza particolare che le tiene unite ed allo stesso tempo le protegge dalle avversità ambientali, in particolare dalla disidratazione. Le larve delle zecche sentono da subito la necessità di effettuare il pasto di sangue. Solitamente vanno sugli steli dell’erba in attesa del passaggio dell’animale, e si spostano attratte dagli stimoli fisici e chimici prodotti dagli ospiti. Infatti sono in grado di percepire il calore emesso dal corpo dell’ospite e qualsiasi vibrazione provocata dal movimento dell’animale.

Vivono preferibilmente nei boschi, nei prati, nei pascoli, nei giardini… ma possono facilmente essere trasportate dai cosiddetti animali spazzini (colombi, topi…) dappertutto; si possono quindi trovare anche sul terrazzo di casa o tra le piante ornamentali coltivate in appartamento.

Nelle città le zecche restano protette dalle avversità atmosferiche nelle fessure e nelle crepe dei muri e delle strade. Nelle stagioni favorevoli per il loro sviluppo, quando la temperatura inizia a salire, si muovono lungo i muri, i marciapiedi e le strade, alla ricerca dei cani, dei gatti e occasionalmente dell’uomo. Basta che l’ospite sfiori la zecca che, grazie a speciali ventose, si porta sui suoi peli, sulla cute o, nel caso dell’uomo, sugli abiti.

La prevenzione è facile, sicura, economica. Esistono spot on, collari, compresse e bagni medicati. Il vostro Medico Veterinario vi saprà consigliare la soluzione più opportuna.

La presenza su cani e gatti si avverte più facilmente al tatto che con la vista: accarezzandoli, i parassiti vengono percepiti come piccole protuberanze in rilievo sulla loro superficie corporea.

Se le zecche fossero già sull’animale toglietele subito, per evitare che dopo 48 ore inoculino i patogeni!
Con una pinzetta staccatele tenendole dalla parte più vicina alla pelle e girandole. Controllate di aver estratto l’intero parassita e non aver lasciato dentro la testa.
Dopo non schiacciatele perché potreste spargere le uova nell’ambiente, uccidetele bruciandole.

Prati e boschi sono infestati da zecche portate da animali selvatici: se andate in zone a rischio a fine giornata controllate il vostro animale e togliete tutte quelle che riuscite a vedere.
I punti preferiti da questi parassiti sono le orecchie, il muso e gli spazi tra le dita dove trovano meno peli ad ostacolarle e una cute più morbida da pungere, ma si trovano spesso ovunque, quindi controllate bene anche contro pelo.
Fate il controllo delle zecche ogni giorno in modo da non lasciare mai che un parassita rimanga attaccato abbastanza da iniziare il pasto di sangue.

Con i cani e i gatti a pelo corto è più semplice vedere il parassita perché si presenta come una pallina grigia o bruna. Con quelli che hanno il manto lungo occorre avere la pazienza di controllare bene in mezzo al pelo. Quando se ne trova una, è facile che ce ne siano altre.

Per qualsiasi dubbio, rivolgetevi al vostro Medico Veterinario di fiducia.

Vicla Sgaravatti
Medico Veterinario
via Rembrandt 38- Milano
02 4009 1350
martedì e giovedì 15-19
sabato 9,30-12,30
Altri orari per appuntamento.
Categorie: CaniGattiSalute

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