Interessanti ricerche fatte da FederAnziani su “Over 65 e animali da compagnia”
In Italia una persona su quattro (circa 15 milioni) è affetta da patologie cardiovascolari; la camminata giornaliera che un cane farebbe fare al proprio padrone ne ridurrebbe del 7% l’incidenza e comporterebbe dei risparmi di 1,3 miliardi di euro. Oltre i risparmi legati al diverso stile di vita ci sono quelli determinati dalla riduzione degli animali ospitati nei canili e nei rifugi.
 
Questi i calcoli diffusi da FederAnziani: “un cane in canile, costa mediamente 1.277,50 euro all’anno; se moltiplichiamo questa cifra per i cani presenti nei canili rifugio delle Regioni, raggiungiamo la cifra di 161.044.205 euro che moltiplicata per sette anni (tempo medio della permanenza in canile di un cane in assenza di adozione) raggiunge la cifra stimata di 1.127.309.435 euro”.
 
Senior Italia FederAnziani ha lanciato una campagna indirizzata alla popolazione anziana e alle istituzioni affinché favoriscano questo processo win-win sostenendo gli anziani che intendano adottare un animale da compagnia.
Si sono posti l’obiettivo di mappare e censire i canili e i gattili sul territorio nazionale e proporre alle istituzioni di avviare iniziative che possano sostenere e promuovere, da parte degli anziani, l’adozione di pet da queste strutture.
 
Secondo il rapporto, la percentuale di proprietari di animali tra i senior è salita dal 39% al 55% tra il 2015 e il 2017. Inoltre ben il 68% degli intervistati afferma che la compagnia del proprio amico a quattro zampe influenza molto il proprio benessere fisico e mentale.

L’indagine svolta da FederAnziani rivela che, benché Il punto di riferimento “più autorevole e riconosciuto per la salute e la nutrizione del proprio cane o gatto rimane il veterinario”, c’è ancora “una percentuale troppo alta che non si rivolge a lui in maniera costante”.

 
Inoltre, “nonostante una comunione di pareri sull’autorevolezza della figura professionale, più del 50% si affida alla TV, al passaparola o ad altre figure come il toelettatore per chiedere informazioni e circa 5 persone su 10 ammettono di rivolgersi al veterinario solo 1 volta all’anno”.
 
Secondo l’indagine, la nutrizione “è uno dei temi più caldi nell’ambito della cura del pet: i possessori di amici a quattro zampe lo considerano infatti un tema importante anche se, dall’altra parte, c’è ancora scarsa consapevolezza sull’importanza di una nutrizione corretta e specifica per le diverse fasi della crescita di cane o gatto. Circa il 30% non segue infatti un’alimentazione adeguata alle esigenze dell’animale e preferisce cucinare qualcosa in casa o offrire quello che avanza dai propri pasti”.
 
La somministrazione dei vaccini e l’utilizzo di prodotti antiparassitari sono gli aspetti più considerati riguardo alla salute del proprio quattrozampe, mentre tutte le altre cure vengono spesso trascurate. Per esempio l’attenzione all’igiene orale è un argomento ancora poco conosciuto. Benché sia un fattore importante di prevenzione di molte malattie dell’animale e sia strettamente collegata al suo benessere generale, viene spesso trascurata.
3 italiani su 10 non utilizzano alcuna soluzione per la cura dell’igiene orale; fra coloro che invece sono più attenti, più del 56% ricorre a osso o pane secco mentre solo il 32% utilizza un prodotto specifico.
 
Per gli over 65 italiani c’è difficoltà a mantenere in equilibrio le proprie esigenze con quelle dell’animale, soprattutto quando il senior vive da solo.
Si conferma però “una forte e naturale propensione dei senior nei confronti degli animali domestici: per la stragrande maggioranza non vi è alcun dubbio che la convivenza possa aiutare a sentirsi meglio, più sereni e meno soli”.
 
Tra gli over 65 che possiedono un animale da compagnia, 9 su 10  ritengono che vivere con un cane o un gatto abbia un impatto positivo sulla propria salute e sul proprio umore, riduca la sensazione di solitudine e aumenti la serenità. Oltre il 70% dichiara inoltre di considerare gli animali che vivono con loro come membri della famiglia a tutti gli effetti.
 
E 7 anziani su 10 che non vivono con un cane o un gatto “sono convinti che la propria vita potrebbe migliorare grazie alla loro compagnia
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