LA LEISHMANIOSI – prima parte

 

La leishmaniosi è una malattia infettiva che colpisce l’uomo e gli animali, siano essi domestici o selvatici, è causata da protozoi appartenenti al genere Leishmania e trasmessa da insetti vettori, i Flebotomi (ditteri ematofagi).

Questa malattia è endemica in più di settanta Paesi del mondo, compresi quelli dell’Europa mediterranea

L’ agente eziologico maggiormente responsabile della Leishmaniosi canina è L. Infantum, e il cane svolge il ruolo di reservoir principale del parassita.

I flebotomi rappresentano il principale veicolo dell’infezione, senza di loro il rischio di trasmissione risulta trascurabile. Sono state dimostrate però alcune modalità di trasmissione non vettoriale. Le trasfusioni di sangue possono costituire un potenziale pericolo, soprattutto in aree endemiche, per cui i donatori dovrebbero essere testati accuratamente per escludere la presenza di forme subcliniche. La via venerea e quella uterina sono state documentate da alcuni autori come possibili vie di contagio dell’infezione.

Numerosi studi eseguiti in passato e ripresi negli ultimi anni utilizzando tecniche biomolecolari hanno cercato di fare luce sul ruolo di altri insetti ematofagi nella trasmissione del parassita, in particolare di pulci e di zecche. Attualmente, non esistono prove sufficientemente valide che dimostrino la possibilità di trasmissione da parte di artropodi diversi dai flebotomi.

La leishmaniosi canina è una patologia zoonotica importante e complessa, purtroppo in continua crescita e diffusione, le cui trasmissione, patogenesi, manifestazioni cliniche, diagnosi, terapia e prevenzione sono stati e continuano a essere oggetto di numerosi studi.

Il pasto di sangue del flebotomo avviene molto velocemente e il parassita viene immediatame inoculato nel derma dell’ospite. Le aree del corpo che i flebotomi pungono maggiormente sono le orecchie, il naso e l’addome dove si possono osservare, per più settimane, delle lesioni papulari, singole o in gruppo. La disseminazione del parassita nell’organismo e l’eventuale sviluppo della malattia dipendono strettamente dal tipo e dall’efficienza della risposta immunitaria del cane infetto.

Nel cane l’infezione è generalmente cronica, a volte può essere asintomatica e a volte può evolvere in malattia sintomatica evidente: la risposta immunitaria gioca un ruolo molto importante in questa contrapposizione infezione – malattia, grazie ad alcuni linfociti specifici che possono indirizzare il sistema immunitario verso una risposta umorale, o verso una risposta cellulo-mediata. I due estremi dell’espressione clinica sono rappresentati da cani infetti con decorso subclinico e cani infetti con sintomatologia clinica.  La risposta che porta alla malattia sintomatica evidente induce ipergammaglobulinemia, produzione di autoanticorpi contro le piastrine e i globuli rossi e deposizione di immunocomplessi che possono provocare glomerulonefrite, vasculite, poliartrite, uveite e meningite.

Esistono fattori di rischio per lo sviluppo della patologia: razza, età e predisposizione genetica da parte di alcuni soggetti. Boxer, Cocker Spaniel, Pastore Tedesco e Rottweiler sembrano essere maggiormente suscettibili; mentre razze che si sono evolute in luoghi endemici, come il Podenco ibicenco, raramente sviluppano le manifestazioni cliniche della malattia. Anche l’’età pare essere un importante fattore di rischio: maggiore prevalenza nei cani di giovane età tra 2 e 4 anni, e nei soggetti sopra i 7 anni.

Se i vostri cani sono stati in zone a rischio leishmaniosi, questo è il momento di fare il test per verificare che non abbiano contratto l’infezione.

Se porterete i vostri cani in zone a rischio, ricordatevi di proteggerli con prodotti repellenti i flebotomi, per impedire il loro pasto di sangue, e prendete in considerazione la possibilità di vaccinarli dopo aver fatto il test.

(continua)

 

Categorie: CaniSalute

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