FERRARA: “COURBET E LA NATURA”

Gustave Courbet, I levrieri del conte di Choiseul (1866; olio su tela, 89,5 x 116,5 cm; Saint Louis, Saint Louis Art Museum)

Si concluderà domenica 6 gennaio 2019 la mostra del pittore francese Gustave Courbet (1819-1877) al Palazzo dei Diamanti di Ferrara.

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L’esposizione di una cinquantina di opere, racconta i temi e i luoghi della rappresentazione dell’universo naturale dell’ artista, luoghi dove lui visse, con cieli infiniti, spiaggie assolate, boschi, ruscelli, cascate e grotte.

Courbet fu l’ideatore ed esponente di grande spicco del realismo francese. Questo movimento tendeva ad una rappresentazione fedele della realtà, senza abbellimenti. La raffigurazione doveva essere reale, senza che i soggetti si mettessero in posa ma catturati nella loro spontaneità. Courbet non voleva creare composizioni, e non considerava il bello e il decoro, le sue opere dovevano essre senza imposizioni di alcun genere.

Ha spesso raffigurato, nelle sue creazioni, gli animali, dipinti con grande realismo  e passione, e nella mostra sono presenti alcuni di questi quadri.

Questa è una tra le sue prime opere, dipinta a soli 23 anni. Lo vediamo vestito elegantemente, sguardo fiero, audace e canzonatorio in compagnia del suo cane Spaniel, su un paesaggio roccioso.

Autoritratto con cane nero – 1842

In quest’altro quadro ancora il pittore si rappresenta mentre, con lo zaino in spalla, incontra un conoscente accompagnato dal cane e dal domestico, e il contrasto dei colori dell’immagine la rende quasi fotografica.

Gustave Courbet, L'incontro o Buongiorno signor Courbet (1854; olio su tela, 132,4 x 151 cm; Montpellier, Musée Fabre)
 L’incontro – 1854

L’artista amava cacciare, e molte sue opere propongono in modo appassionato temi venatori. Il cervo qui è colto a bocca aperta mentre esala il suo ultimo respiro.

Gustave Courbet, Il cacciatore tedesco (1859; olio su tela, 119 x 177 cm; Lons-le-Saunier, Musée des Beaux-Arts)
Il cacciatore tedesco 1859

In questo quadro si può ammirare come sia mirabilmente rappresentato il pelo della volpe, così come la neve candida, che trasmette un senso di freddo magico e reale allo stesso tempo. La volpe è lei cacciatrice, in questo caso, e sta assaporando la sua preda, un topolino, di cui spuntano brandelli dalla bocca.Volpe nella neve – 1860

 

L’opera qui sotto è di grandi dimensioni, che accentuano la drammaticità della raffigurazione, un cervo stremato dalla fuga, lanciando un bramito al cielo, si dirige verso il fiume, dove forse incontrerà i cacciatori che lo finiranno. Sullo sfondo un paesaggio desolato, con nubi che preannunciano un temporale, su cui si staglia il cervo aggiunge tragicità alla scena.

Il cervo nell’acqua – 1861

 

“Il cacciatore a cavallo raffigura un uomo tutto imbacuccato per il freddo, ma con un’espressione stanca e malinconica, probabilmente a causa di una lunga giornata di caccia che però non ha dato grandi risultati, e il suo cavallo. Quest’ultimo ha il dorso incurvato e sta cercando di fiutare le orme della preda ferita. Le orme sulla neve macchiate di sangue fanno intendere allo spettatore che poco lontano dalla scena raffigurata c’è un animale ferito, ma non si comprende quale. I toni del dipinto sono piuttosto scuri a indicare che la lunga giornata sta per volgere al termine e che le nuvole nel cielo si stanno avvicinando; anche la neve non appare candida, ma di un colore tendente al grigio.” Ilaria Baratta

Cacciatore a cavallo mentre segue le tracce – 1863/64

Tranquillo e fiabesco il seguente quadro che mostra due caprioli accovacciati sulla neve soffice, candida e incontaminate, mentre l’altro sembra volersi addentrare tra alti alberi innevati del bosco  per esplorarlo.

  Il rifugio dei caprioli d’inverno – 1866

 

Molto particolare e forse unico per Courbet è il quadro che fa da copertina a quest’articolo:I levrieri del conte di Choiseul. Realizzato nell’estate del 1866 a Deauville raffigura i due bei levrieri del conte che lo ospitava e che gli aveva commissionato l’opera. I due cani sono in primo piano molto ravvicinato, raffigurati da una prospettiva alla loro altezza. Le linee sono ben definite e risaltano molto sullo sfondo di mare e cielo, nettamente separati dall’ orizzonte. Si resta colpiti dall’assenza del padrone e dalla sensazione di libertà che emanano, senza collare e senza guinzaglio

Il paesaggio per Courbet deve integrarsi e completare le scene che raffigura. Qui abbiamo due caprioli che sembrano giocare gioiosamente nell’acqua in un paesaggio di rocce e alberi, mentre in primo piano un terzo capriolo sembra guardare l’osservatore, pronto pure lui a tuffarsi e unirsi ai giochi.

  Caprioli alla fonte – 1868

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