DOGMAN

di Matteo Garrone, 2018
drammatico, Italia
con Marcello Fonte, Edoardo Pesce, Nunzia Schiano, Adamo Dionisi.
 
 
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Ieri sera hanno trasmesso in televisione questo film e spero che siate riusciti a vederlo, altrimenti ve lo consiglio.
 
La storia, struggente, violenta e disperata, si svolge in un luogo imprecisato tra Lazio e Campania ed è ispirata a fatti veri, successi circa trent’anni fa alla periferia di Roma, quella che ai tempi venne chiamata “la vicenda del canaro”.
 
 
 
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Il protagonista, Marcello, è un uomo mite, gentile e sorridente che gestisce un negozio di toelettatura “Dogman” appunto.
Divorziato, i suoi grandi amori sono la figlia di circa dieci anni, con cui fa tutto, e i cani, che sono la sua passione, e la sua più grande aspirazione è di dare affetto e di riceverne: “Qui a me mi vogliono tutti bene”.
 
Il suo negozio sorge, in un perenne clima uggioso, in una squallida piazza, tra strade allagate di asfalto non finito, palazzoni di cemento e sale di slot machine, ComproOro, e il locale in cui si siedono a bere e parlare i negozianti della comunità. La sensazione trasmessa è di squallore, di degrado…
 
E anche la toelettatura si presenta molto desolante con pareti a pezzi, poca pulizia e molto disordine, anche negli attrezzi da lavoroi ma qui è dove Marcello accudisce, lava, pulisce e sistema cani con un amore infinito. Per lui sono tutti animali adorabili, che ama profondamente, che siano selvaggi o docili, molossoidi, alani, barboncini…a tutti si rivolge con identica vocetta amorosa anche quando ringhiano: per loro Marcello prova e dona solo dolcezza.
 
Simone invece è un bullo locale, ex pugile grosso e violento, malvivente che mette in atto la legge del più forte spargendo terrore indisturbato, preannunciato dal rombo della sua motocicletta. Intimidisce, umilia e taglieggia i negozianti del quartiere e ha con Marcello, un incomprensibile rapporto simbiotico, di sopraffazione e di accettazione.
 
La storia procede e si evolve, c’è molta violenza senza però che venga esibita per creare facili effetti.
 
I cani non sono i protagonisti, pur avendo un ruolo molto importante per farci identificare il carattere di Marcello, e restano ben impressi nella loro rappresentazione …forse sono anche simboli della realtà umana, dello sconcerto, della difficoltà di cambiare il proprio destino, di decidere della propria vita.
 
Questo film era stato selezionato per rappresentare l’Italia ai premi Oscar 2019 come miglior film straniero ma non era entrato nei dieci film in gara.
 
Le critiche hanno accolto con molto favore questo film, che ha avuto innumerevoli riconoscimenti, dal Festival di Cannes (dove ha pure ottenuto la Dog Palm all’intero cast canino!), a quello di Venezia, dal Nastro d’Argento al David di Donatello, dall’European Film Awards ad altri ancora…
 
Qui il link del trailer
 
https://www.youtube.com/watch?v=eum93mpzpE0
 
 
Vicla Sgaravatti
Medico Veterinario
via Rembrandt 38- Milano
02 4009 1350
martedì e giovedì 15-19
sabato 9,30-12,30
Altri orari per appuntamento.
 

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