DIMINUIRE IVA SU PRESTAZIONI VETERINARIE

Sono in discussione le regole europee sulle aliquote IVA: la Commissione europea propone maggiore elasticità agli Stati membri nel fissare le aliquote dell’imposta sul valore aggiunto (IVA). Argomento per i Ministri delle Finanze degli Stati Membri che ha fatto inoltrare dal Presidente dell’ANMVI (Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani), Marco Melosi una lettera- insieme alle associazioni Sophia Society ( Sophia Society per la protezione degli animali) e Gaia (Global Action in the Interest of Animals)- per chiedere la diminuzione dell’aliquota IVA sulle prestazioni veterinarie.
Con le nuove regole si consentirebbe agli Stati Membri sia una autonomia regolatoria sulle aliquote, sia la revisione delle categorie di servizi che possono beneficiare di una aliquota ridotta: oggi le prestazioni veterinarie non sono nella “positive list” europea delle categorie fiscalmente agevolabili.

Ecco qui la lettera.

Vi stiamo contattando per il seguente motivo. Nei Paesi Bassi, in Belgio, in Italia e in molti altri paesi europei, le prestazioni veterinarie sono soggette ad aliquote IVA elevate. I governi traggono profitto dai redditi fiscali a spese degli animali bisognosi di cure mediche. Una situazione ingiusta e inaccettabile, secondo la Sophia Society per la protezione degli animali (Sophia-Society),Global Action in the Interest of Animals (GAIA) e l’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani (ANMVI). Apprezzeremmo molto che ai paesi europei fosse data la possibilità di abbassare le aliquote IVA sulle prestazioni veterinarie.
Gli animali da compagnia non possono essere considerati una necessità, mentre l’assistenza veterinaria lo è.

I proprietari di animali da compagnia hanno il dovere legale di prendersi cura dei loro animali, ma non sempre hanno i mezzi finanziari per farlo. Organizzazioni come le nostre ricevono regolarmente richieste di sostegno finanziario in favore di proprietari di animali domestici, perché non sono più in grado di pagare le spese sanitarie del loro pet o non riescono a portarlo dal veterinario quando è il momento. Ciò può comportare terribili sofferenze per l’animale. Oltre a questo un’assistenza veterinaria tempestiva è essenziale anche per un uso prudente degli antibiotici e per il controllo dell’antimicrobico-resistenza.

Quando le prestazioni veterinarie diventeranno più accessibili, più proprietari  saranno in grado di fornire le cure mediche necessarie ai loro animali. Ora che le aliquote IVA europee sono in corso di negoziazione, vi chiediamo di non inserire le cure veterinarie in una “negative list”. Gli Stati membri europei potrebbero così decidere, individualmente, quale aliquota IVA applicare nel loro Paese alle prestazioni veterinarie fra gli scaglioni possibili. In questo modo, ciascun Paese sarebbe nelle condizioni di poter evitare la sofferenza degli animali rendendo i servizi veterinari più accessibili per i loro cittadini.

In molti Paesi europei, tra cui Italia, Belgio e Paesi Bassi, abbassare le aliquote IVA elevate per le cure veterinarie è oggetto di dibattito da molto  tempo, sia politico che sociale. Solo nei Paesi Bassi, oltre 37.000 persone hanno firmato una petizione in merito. In Italia, una petizione di ANMVI ha raggiunto più di 75.000 sottoscrittori.

Ci auguriamo che sarete disposti a prendere tutto questo in considerazione al prossimo Consiglio economico e finanziario del 13 luglio. Naturalmente siamo più che disposti a fornirvi maggiori informazioni se necessario. Se avete ulteriori richieste, non esitate a contattarci. Attendiamo la vostra risposta con interesse.

Steffie Van Horck (General DirectorSophia Society) Marco Melosi  (President ANMVI Board)   Ann de Greef, (General Director GAIA)


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