BRANDY, in C’ERA UNA VOLTA …A HOLLYWOOD

 
C’ERA UNA VOLTA A … HOLLYWOOD (Once Upon a Time… in Hollywood)
di Quentin Tarantino, 2019
con Leonardo DiCaprio, Brad Pitt, Margot Robbie, Emile Hirsch, Margaret Qualley.
 
 
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Sono stati assegnati gli Oscar 2020 e quello di Miglior Attore Non Protagonista se l’è aggiudicato un bravissimo, e splendido, Brad Pitt, nel film “C’era una volta… a Hollywood”.
Esiste però un protagonista sottovalutato nella pellicola di Quentin Tarantino: Brandy, il cane di Brad Pitt nel film, che avrebbe dovuto ricevere un premio, come già successo al Festival di Cannes.
Davvero molto brava ed espressiva è stata così convincente nel suo ruolo che ha vinto il premio Palm Dog il premio che celebra le migliori esibizioni canine nei film presentati al Festival di Cannes.
 
Il film si svolge nel 1969 a Los Angeles e racconta le vicende di un attore televisivo, Rick Dalton, in declino e della sua controfigura, Cliff Booth, intenti a farsi strada nell’industria cinematografica hollywoodiana, e a sopravvivere ai cambiamenti….
 
Il cane Brandy, di Cliff Booth (Brad Pitt), è una Pitbull ed è la sua metà migliore, al punto che non vede l’ora di tornare nella sua roulotte per trovare questo suo bel cane fulvo che lo aspetta pazientemente per cenare insieme.
Il cane che l’ha interpreta si chiama Sayuri e proviene da un allevamento del Delaware.
 
 
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Nonostante i suoi difetti caratteriali e il suo discutibile passato, Cliff è un bravo proprietario di cani che l’ha addestrata alla perfezione.
Quando Cliff mangia, Brandy resta seduta ferma e immobile, senza guaire, e scdinzolando. Solo quando il padrone la autorizza, Brandy scatta e si tuffa a mangiare. La nutre con un’alimentazione specifica per cani e varia (scatolette al gusto di ratto e procione!?)
 A questo link una scena con Brandy e Brad      https://www.youtube.com/watch?v=eMeyp_YWVv8
E Brandy è affezionata e felice di stare con il suo padrone, e di ubbidirgli: sale sui divani solo quando Cliff le dà il permesso, non tira al guinzaglio e se lo fa mettere tranquillamente.
E’ una cagna docile e tranquilla, non aggredisce né morde indistintamente chiunque, ma riconosce il comando di attacco di Cliff, pronta a difendere il suo padrone, ma solo quando questi le dà il comando.
 
Brandy ha una grande personalità e capacità interpretativa pazzesca.
Tarantino ha dichiarato di essersi reso conto in fase di montaggio che Brandy è una grande attrice, e ha aumentato per questo motivo i primi piani del suo muso, carichi di un’espressività notevole.
 
 
 
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Quando c’è un cane in un film, la Peta (l’associazione no-profit che lotta per garantire i diritti degli animali) interviene subito per fare polemica, sia essa giustificata o meno.
In questo caso si è lamentata della rappresentazione che il film dà dei Pitbull. In una nota ufficiale ha dichiarato:
 
“I pit bull sono gli animali più abusati e abbandonati del regno canino, e in un avventato colpo, Tarantino ha fatto molto per esacerbare la situazione, ingaggiando dei cani da un noto allevatore per Once Upon a Time. I pit bull [in tutto il mondo] vengono quotidianamente incatenati, messi in gabbia, negletti, lasciati morire di fame, malmenati, gli viene perfino dato fuoco e vengono fatti combattere fino alla morte. E come nel film, le orecchie dei cani sono spesso mutilate per dare loro un aspetto più da duri. Ritratti irresponsabili come questo, sono parte del motivo per cui i canili nazionali sono inondati di pit bull. Mentre la comunità sta facendo di tutto per aiutare questi animali – principalmente contrastando gli allevamenti di pit bull – Tarantino gli ha dato nuovo lustro. Vergogna.”
 
Le reazioni della Peta sono assolutamente coerenti e corrette; sono moltissime le persone che si lasciano influenzare, nella scelta del loro cane, dalla visione di un film e dalla simpatia che il protagonista cane fa scaturire in loro.
Non si rendono conto che si tratta appunto di un film, e che la realtà può essere ben diversa da quella narrata nella trama.
Non si documentano, non arrivano preparati alla scelta che fanno e le possibilità di un difficile rapporto e di un facile abbandono sono elevate. Quando poi si tratta di cani di taglia grande, in cui l’aggressività può diventare molto pericolosa in confronto a una piccola taglia, i problemi possono essere molto seri e difficilmente gestibili.
 
Tarantino ha voluto specificare alcune cose.
 
Intanto il film è ambientato in un periodo in cui il taglio delle orecchie dei Pitbull era cosa comune: volendo rispettare un minimo la fedeltà storica del periodo, Tarantino ha scelto un Pitbull con le orecchie tagliate per questo motivo. Sarebbe stato illogico fare diversamente.
 
In secondo luogo, Brandy dimostra quello che un Pitbull può essere se viene educato correttamente: un cane equilibrato che risponde ai comandi del padrone.
Nel film Cliff non ha educato Brandy ad attaccare chiunque indiscriminatamente ed è chiaro che non si tratta di un cane maltrattato o destinato ai combattimenti, ma solo a difendere se stessa e il padrone in caso di bisogno e solo dietro preciso comando.
 
 
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Ed è messo molto in evidenza l’intenso amore che Cliff prova per il suo cane: la nutre al meglio, le lascia la televisione accesa a casa per farle compagnia quando è al lavoro, la porta a fare i suoi giri anche quando è stanco morto e non è in forma perfetta, si preoccupa persino di lei quando è gravemente ferito e sta per essere portato in ospedale.
 
Come in tutte le cose, ci vorrebbe sempre del raziocinio e una buona riflessione.
 
 
 
 
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Qui potete vedere il trailer (senza Brandy, purtroppo!)
https://www.youtube.com/watch?v=TLmHNBmzz84
 
 
Vicla Sgaravatti
Medico Veterinario
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