ATTENZIONE AL COLPO DI CALORE!

 

 

 
Il caldo in questi giorni è davvero fuori dell’ordinario e lo si nota anche dalla sofferenza degli animali domestici.
 
L’Assistente Sil, anche se è un Saluki, è come un’anima in pena e non sa dove cercare un po’ di refrigerio, dopo un po’ che giace sdraiato da qualche parte, il calore del suo corpo ha scaldato il suo giaciglio e deve alzarsi per trovare una nuova cuccia.
Nonostante le finestre siano spalancate, e nonostante la tripla esposizione, l’aria non gira.
Come usciamo per la passeggiata, dopo pochi metri inizia ad ansimare, e il suo affanno si protrae poi anche in casa.
Pure la gatta Naís sente molto il caldo, ma, anche se è una Norvegese delle Foreste, proveniente da climi freddi, non lo soffre come Silmaril.
 
Si deve stare molto attenti al colpo di calore.
Attenzione a questi sintomi: il cane ansima eccessivamente, la salivazione è molto densa, le mucose di gola e bocca sono secche, la pelle sulla parte interna delle orecchie (a volte anche le gengive) è arrossata, presenza di vomito e/o diarrea, ha un comportamento strano, non riesce ad alzarsi, ha convulsioni, collasso e può sopravvenire la morte.
 
Quando si notano i primi sintomi, si devono interrompere tutti gli esercizi fisici, raggiungendo una zona ombreggiata o rinfrescata da aria condizionata, fare bere acqua fresca e fornire refrigerio che raffreddi delicatamente il cane.
Appoggiare sul cane asciugamani puliti e bagnati con acqua fresca ma non gelata, assicurandosi però che si mantengano bagnati, al tatto devono dare la sensazione di freddo: se c’è una leggera brezza o ventilazione questi metodi si basano su effetti di evaporazione.
Se gli asciugamani seccano o vi è assenza di aria è come mettergli sopra una coperta.
Il cane non va coperto con asciugamani per molto tempo, appena questi si avvicinano alla temperatura del cane vanno rimossi perché trattengono il calore e rallentano il processo di raffreddamento.
Non si usa acqua ghiacciata sul corpo del cane perché questo può causare la costrizione dei vasi sanguigni e quindi rallentare il processo di raffreddamento: il sangue caldo non riesce più ad arrivare alla superficie, non disperde il calore in eccesso e quindi non si raffredda.
Acqua ghiacciata può essere utilizzato solo sui piedi oppure tra le cosce del cane e nelle loro ‘ascelle, facendo attenzione a non provocare ustioni da freddo.
 
La priorità è sempre quella di abbassare la temperatura corporea rapidamente, ma tutto deve essere fatto con attenzione per non causare l’ipotermia (troppo freddo) nel processo.
Qualsiasi cane con una temperatura rettale sopra 41,6 gradi è considerato pericolosamente caldo.
Questi cani devono essere portati immediatamente dal Medico Veterinario, che effettuerà una flebo intra-venosa di fluidi freddi e clisteri di acqua fresca.
Il Medico Veterinario dovrà monitorare future complicazioni e dare farmaci per aiutare a prevenire alcune delle conseguenze di una temperatura troppo alta del corpo – come gonfiore del cervello e shock.
 
Il luogo dove vive il cane ha un enorme effetto sul modo in cui affronta il caldo.
Anche se la casa non è dotata di aria condizionata ci si deve prendere cura del suo benessere, se ha un giardino a dsiposizione deve avere un’adeguata ombra e fresco, acqua fresca in contenitori che siano stabili e non possano essere accidentalmente rovesciati dal cane. Verificare più volte al giorno che le ciotole d’acqua siano sempre piene e controllare che il cane non sia troppo accaldato.
 
Un box, un ripostiglio o un capannone possono fornire ombra, ma possono anche limitare il flusso d’aria, e se non sono ben isolati, possono rendere l’ambiente più caldo che fuori.
Se il clima è molto caldo, è meglio scegliere di portare il cane all’interno della casa mentre le temperature si mantengono particolarmente elevate.
 
I cani generano calore dai loro muscoli quando si muovono, in particolare razze “atlete”, che di calore ne generano molto, proprio per questo sono particolarmente a rischio di stress da calore.
I Levrieri in particolare sono così magri, che hanno solo un piccolissimo strato di grasso, di conseguenza uno strato sottile di isolamento.
Sempre nei Levrieri, stati d’animo come eccitazione, l’abbaio o l’ansia possono causare colpi di calore, senza avere fatto nessun tipo di esercizio fisico precedente.
Se un cane è soggetto ad una di queste caratteristiche, occorre monitorarlo costantemente e molto più frequentemente.
Anche la giovanissima età o la vecchiaia, il sovrappeso o l’appartenere a una razza brachicefalica portano a fare sentire maggiormente il caldo.
 
Si deve evitare di trasportare in automobile il cane durante le ore più calde. Dovendolo fare, è necessario che il mezzo di trasporto venga raffreddato il più possibile prima di caricarci sopra il cane. Si consiglia di mettere l’auto all’ombra, aprire le portiere, abbassare i finestrini e avviare l’aria condizionata ben prima del viaggio, mantenedo poi la ventilazione del veicolo al massimo,
Asciugamani bagnati, gelati in contenitori aperti, possono abbassare la temperatura nella zona circostante il cane.
 
L’ esercizio fisico accresce significativamente la perdita di liquidi, e aumenta la temperatura corporea, è meglio evitarlo nei giorni caldi, tranne la mattina presto o la sera tardi quando la temperatura è più fresca.
Al ritorno da una passeggiata, si deve controllare che avvenga il raffreddamento: idealmente il cane dovrebbe smettere di ansimare a meno che il clima sia particolarmente caldo.
 
Devono bere molto, i cani che bevono poco vanno incoraggiati a farlo, si può aromatizzare l’acqua con un goccio di latte -senza lattosio preferibilmente-, o con una briciola di dado da brodo.
Vicla Sgaravatti
Medico Veterinario
via Rembrandt 38- Milano
02 4009 1350
martedì e giovedì 15-19
sabato 9,30-12,30
Altri orari per appuntamento.
Categorie: CaniSalute

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