A SAN FRANCISCO STOP ALLE PELLICCE

Il 1 gennaio è entrato in vigore il divieto alla vendita delle pellicce e a tutti i capi di abbigliamento fatti con pelliccia animale a San Francisco, è  la più grande città degli Stati Uniti a istituire questo divieto.

Il bando era stato approvato all’unanimità dal consiglio dei supervisori municipali e si applicherà a qualsiasi oggetto che includa elementi di pelliccia, guanti e scarpe inclusi. (Una clausola consente di continuare a vendere l’inventario esistente per altri 12 mesi.)

Il co-fondatore della rete per i diritti degli animali Direct Action Everywhere, Wayne Hsiung, ha dichiarato: “E’ un divieto storico, che aprirà la strada a una normativa pro-animali in tutto il mondo”.  La promotrice della legge Katy Tang aveva convinto i colleghi alla seduta comunale dicendo: “Non c’e’ modo umano di allevare un animale per poi scuoiarlo”.

Vari negozianti non hanno gradito l’ intrusione del municipio in materie sociali a scapito della loro capacita’ di produrre profitti. Skip Pas, amministratore delegato di West Coast Leather, che tratta soprattutto in capi in pellame, a volte bordati di pelliccia, ha protestato:  “A decidere non avrebbe dovuto essere il consiglio dei supervisori, ma l’intera cittadinanza”.

La decisione “no fur” segue quella che sembra una strada quasi obbligata da parte dei grandi marchi della moda. Donatella Versace ha sostenuto:  “Pellicce? Ne siamo fuori”

Anche Armani, Hugo Boss, Givenchy, Gucci, Furla, H&M, Ovs, Zara e altri hanno scelto una decisa svolta in campo animalista.

San Francisco si è fatta una fama di città dalla forte coscienza sociale, anche se spesso queste scelte  vanno a scapito del business… non per niente il nome della città è quello del santo patrono degli animali!

In California il divieto già vige nelle città di Berkeley e West Hollywood. La California opta spesso per decisioni animal friendly: già a settembre 2017 il tribunale aveva fatto escludere dai menù il “foie gras”. Produrre il paté di fegato d’oca, prelibatezza della cucina francese, implica un trattamento crudele per gli animali, con l’alimentazione forzata e continua. E il 1 gennaio, come già scritto, è entrata in vigore la legge contro la vendita di animali nei negozi se non provenienti da rifugi.

 


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