10 APRILE GIORNATA INTERNAZIONALE DELL’OMEOPATIA

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Il 10 aprile è stata scelta come data per la Giornata Internazionale dell’Omeopatia al fine di celebrare in questo giorno Samuel Hahnemann, ideatore dell’Omeopatia, nato appunto il 10 aprile 1755 a Meissen, famosa per le porcellane, in Sassonia.
Hahnemann studiò Medicina e la esercitò per alcuni anni, poi però decise di non praticare più la professione medica, convinto dell’inefficienza delle tecniche terapeutiche dell’epoca.
Thomas Lindsley Bradford riporta nel suo libro del 1885 “The Life and Letters of Dr Samuel Hahnemann” che Hahnemann dicesse ai pazienti in attesa di essere visitati “Andatevene, non sono in grado di curarvi, non voglio rubarvi i soldi”
Studiò allora Chimica, e, conoscendo bene molte lingue, si guadagnò da vivere come traduttore di testi medici e scientifici.
E fu proprio durante la traduzione di un testo che, non convinto da quanto riportato sul perché si usasse il chinino contro la malaria, decise di assumerlo lui per vari giorni, notando come gli apparissero sintomi sovrapponibili a quelli della malaria.
Fu così che nel 1806 pubblicò le sue prime teorie, riportate in seguito nel libro “Organon dell’Arte del guarire”: le malattie si possono guarire con sostanze “simili” (similia similibus curantur), ossia con quei medicamenti che producono nel soggetto sano i sintomi caratteristici del morbo da combattere.
Egli cambiò radicalmente il concetto di cura: non si trattava più della rimozione di un sintomo, bensì l’intento era quello di riportare in salute l’individuo nella sua complessità.
L’Omeopatia non cerca la guarigione della malattia, che è solo un sintomo del disordine interno dell’organismo, ma la guarigione dell’individuo nella sua integrità e individualità.
Edward Bach scrisse: “… la guarigione che non origina dall’interno è nociva, e la cura apparente ottenuta solo tramite metodi materialistici, ottenuta solo tramite l’azione di altri, senza l’aiuto di se stessi, può portare certamente sollievo fisico, ma danneggia la nostra natura più alta, poiché la lezione non è stata appresa e il difetto non è stato sradicato.”
 
Prima di morire a Parigi il 2 luglio 1843, Hahnamann affermò:  “Nella vita ci sono due tesori: una salute perfetta e una coscienza senza rimorsi. L’omeopatia ci dà la prima, mentre l’amore di Dio e del prossimo ci offrono la seconda”.
 
In Medicina Veterinaria, l’Omeopatia consente un approcio terapeutico sicuro ed efficace.
Aiuta a mantenere l’animale in salute, ripristinando l’equilibrio dell’organismo.
Riduce l’utilizzo di rimedi allopatici, diminuendo l’insorgenza di reazione avverse, e l’accumulo di sostanze tossiche nell’organismo.
Nella cura degli animali d’affezione può dare risultati ottimi e sorprendenti, ma è soprattutto negli allevamenti dove si osserva la sua grande utilità ed efficacia, offrendo al Medico Veterinario altre possibilità di cura.
Utilizzando i rimedi omeopatici, possono essere notevolmente ridotti o eliminati completamente l’uso di antibiotici e di altri farmaci, che creano accumulo nei prodotti di origine animale destinati al consumo umano.
Carne, latte, uova, non contengono più presenze residue di farmaci, e anche le deiezioni non inquinano l’ecosistema, in quanto non contengono residui chimici.
Ed è proprio l’efficacia dell’utilizzo da parte del Medico Veterinario che smentisce quanti affermano trattarsi solo ed esclusivamente di “effetto placebo”, gli animali non sono ancora così influenzabili e impressionabili come le persone!
 
Pratico la Medicina Omeopatica affiancandola a quella tradizionale, e sento, come Medico Veterinario, di avere un’arma in più per combattere le malattie e raggiungere il benessere psico fisico dei miei pazienti pelosi.
 
Lo scorso anno, a Washington DC trovai, casualmente, questo monumento eretto per rendere omaggio al padre dell’Omeopatia. Credo sia il più imponenti tra quelli eretti in onor suo. A Milano non mi sembra ci sia nessun monumento dedicato a Samuel Hahnemann.
Scoprii in seguito che aveva una storia particolare.
Già nel 1881, il medico James H. McClelland aveva proposto di farlo erigere durante un incontro della Società Medica Omeopatica, ma fu soltanto una decina di anni dopo che l’Istituto Americano di Omeopatia iniziò a raccogliere fondi e a portare avanti la proposta.
Venne scelto lo scultore Charles Henry Niehaus che, per la somiglianza, si ispirò a un busto scolpito da David d’Angers che si trova a Parigi, al Saint Jacques Hospital.
Mentre venivano trovati i fondi, ottenere il permesso per istallarlo fu un processo lungo e difficoltoso: Hahnemann non era stato un cittadino Americano e non aveva neppure mai visitato la nazione. Solo persone che si erano distinte in campo militare o in quello civile inerente il governo nazionale potevano essere onorati nella città di Washington!
Fu solo a gennaio del 1900 che venne votata l’autorizzazione da parte del Congresso e Hahnemann divenne il primo straniero non legato alla Rivoluzione Americana a essere celebrato con una scultura a Washington, D.C.
Come architetto dell’opera fu scelto Julius F. Harder, il quale progettò un esedra con la statua seduta nella nicchia centrale che è decorata con un mosaico in ceramica in puro stile Art Nouveau.
Sotto la statua si legge la scritta SIMILIA SIMILIBUS CURENTUR.
Alla sinistra della statua c’ è un pannello scolpito sempre da Niehaus che rappresenta Hahnemann da studente e da chimico con sotto la scritta DIE MILDE MACHT IST GROSS che significa “la forza gentile è grande”, alla destra un altro pannello raffigura Hahnemann da insegnante e da medico, con sotto la scritta IN OMNIBUS CARITAS (In tutte le cose amore)
Sul retro dell’esedra c’è una fontana a bacinella con il beccuccio a forma di testa d’uccello e la scritta commemorativa.
Oggi in tutto il mondo, quindi anche a Milano, Medici Omeopati e Medici Veterinari Omeopati offriamo una visita gratuita a chi volesse avvicinarsi e conoscere questo diverso tipo di cura.
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Vicla Sgaravatti
Medico Veterinario
via Rembrandt 38- Milano
martedì e giovedì 15-19
sabato 9,30-12,30
Altri orari per appuntamento.

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